Attenzione all'acquisto di "mascherine". La fregatura è dietro l'angolo ....

Attenzione all'acquisto di "mascherine".  La fregatura è dietro l'angolo ....

In questo periodo "emergenziale", l'acquisto delle "mascherine" o dei DPI a  protezione delle vie respiratorie fatto in modo avventato può costare molto caro ...

I "furbetti" delle mascherine, approfittando della deroga introdotta dal Decreto "Cura Italia", propongono a ditte o Datori di Lavoro  stressati dalle difficoltà di reperire sul mercato protezioni idonee, offerte estremamente "vantaggiose" ma non prive di insidie.

L'Art. 16 del Decreto Legge 16 marzo u.s. prevede che, per contenere il diffondersi del virus COVID-19 e, solo per tale scopo, fino al termine dell'emergenza (il decreto deve essere convertito in Legge entro 60gg), i lavoratori nello svolgimento della loro attività, oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza di 1mt, possono utilizzare mascherine chirurgiche reperibili in commercio considerate DPI ai sensi dell'81/08 smi.

Pertanto, solo le mascherine chirurgiche prodotte secondo gli standard della EN 14683 o, conformi al Comma 2 dell'art.15 del decreto "Cura Italia", cioè in quei soli casi di mascherine non certificate EN14683, ma il cui distributore ha inviato all'Istituto Superiore di Sanità la documentazione comprovante la rispodenza tecnica alle norme vigenti.    Per gli effetti dello stesso decreto, sono altresì considerati DPI idonei a contenere il contagio da Covid-19 anche se non certificati CE, le maschere prodotte negli Stati Uniti conformi agli stardard N95 o quelle prodotte in Cina certificate KN95, ma solo per il periodo emergenziale, e solo se il distributore ha inviato la documentazione attestante le caratteristiche tecniche all'INAIL.

Diventa pertanto indispensabile documentare la certificazione delle "mascherine" consegnate ai lavoratori che non possono mantenere la distanza sociale, non solo attraverso l'autocertificazoine del distributore, ma con copia della PEC inviata dal distributore all'Istituto superiore della Sanità o all'INAIL per ottenere la deroga alla certificazione CE.

E attenzione alle fregature ....

Come indicato in premessa, queste sono dietro l'angolo: non sono infrequenti i "certificati farlocchi" predisposti con photoshop o simili.

I produttori di mascherine chirurgiche o DPI, così come quelle N95 o KN95, devono dimostrare la rispondenza alle caratteristiche tecniche attraverso laboratori in America o in Cina, attrevarso quindi Organismi Accreditati secondo le norme internazionali.
Invito pertanto a verificare che l'organismo che ha certificato la "mascherina" sia effettivamente Accreditato, prima dell'acquisto.  L'Organismo che ha certificatore lo si può rilevare negli Elenchi sul sito di "Accredia", l'Ente Italiano di accreditamento, che spiega altresì come riconoscere un certificato vero da uno falso.

MS

 

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